Luiselli - Olivini INNER SPACE

Pomeriggio tra arte e natura nei verdi boschi del Malcantone

Mya Lurgo e Margherita Tassi
25.09.2022

 

Per ulteriori info:
www.myalurgo.ch
www.margherita-tassi.ch
www.luganoartweek.com

 

In collaborazione con ART Week Lugano – www.luganoartweek.com

Programma dell’evento

Ore 15:00 – Cocktail di benvenuto
Ore 15:30 – inNesti: dialogo performativo con opere, pubblico, cielo e terra.  A cura di pianetaSOMA di Margherita Tassi – www.margherita-tassi.ch
Dalle 16:00 alle 20:00 Open Day alla mostra di Mya Lurgo – www.myalurgo.ch –  Cieli Verticali. In esposizione anche alcune opere di Lightart della Collezione Nellimya
BUVETTE & BUFFET in giardino a sostegno dell’Associazione Culturale Aranno LandArt – www.aranno-land.art – per il ripristino del sentiero Vitart_Parcours, a causa dei recenti danni dovuti a una tromba d’aria estiva.

Chiusura della mostra in data 31 ottobre 2022. Visite guidate su appuntamento: myalurgo@gmail.com | +41(0)79/6267038

Ingresso libero con parcheggi autorizzati e segnalati lungo il bordo stradale. 

L’accesso alla residenza Nellimya Arthouse è duplice: dal bosco, fermata autopostale Maestà e dalla scalinata di Nellimya Arthouse. 

 

La mostra: Cieli Verticali

Spesso, nei disegni dei bambini, il cielo è rappresentato orizzontalmente, come una sorta di tetto e il sollevarsi dello sguardo, lascia a intendere che sia “sopra”, distanziato e talvolta persino irraggiungibile, anziché “tutt’intorno”, respirabile e palpabile. La differenza tra aria e cielo assume significati diversi, soggettivi e alquanto intimi.
E poi, come mai il cielo è blu? Brevemente, l’azzurro/blu del cielo è tale, in quanto la luce, entrando nell’atmosfera terrestre, si “scontra” con i gas dell’aria e pertanto i colori, con onde più lunghe come il rosso, ad esempio, bypassano le particelle dell’aria e continuano la loro traiettoria, mentre l’azzurro/blu, avendo onde più corte, collima con le particelle deviando e riflettendo in tutte le direzioni. Queste tra le premesse che ispirano la mostra Cieli Verticali.

I Cieli Verticali sono opere digitali, pittoriche e di Realtà Aumentata, dove il Cielo è inteso qui e ora e la verticalità è il trait d’union tra la terra – materialità – su cui abbiamo la sensazione di appoggiare i piedi e l’immenso blu – immaterialità – in cui l’anima si conforta e vivifica. 

La mostra Cieli Verticali, nata per Art Week Lugano, fa incontrare nuove creazioni con opere precedenti realizzate nel corso degli anni e ispirate alla domanda: “Chi può dire dove comincia l’aria e finisce il cielo”? che è anche il titolo di un’installazione di Mya Lurgo datata 2005. Così come l’opera Io Sono la porta del cielo, dedicata a Yves Klein nella mostra À travers l’Immateriel, tenutasi a Lugano nel 2008 a cura di Anna Caterina Bellati, sarà presente in mostra anche l’installazione Che paradiso sei? Il cielo non si macchia con le nuvole presentata a Venezia in occasione di Open XI, Mostra Internazionale, Venezia a cura di Anna Caterina Bellati, nonché Vertical Blue venuta alla luce nel 2017. Da ultima, sarà esposta anche l’opera luminosa Deadline-Skyline realizzata per il museo Elisarion a Minusio nel 2020. 

I nuovi lavori della serie Cieli Verticali sono un’operazione dell’ARTE DELLO SPIRITO. Questo significa che sono stati realizzati con un intento iniziale chiaro, ma una predisposizione animica scevra da condizionamenti personali. Questa creatività richiede la preliminare messa in pratica di un processo psicofisico o meglio, una “téchne”, ideata per bypassare il sapere acquisito, in virtù di uno stato intuitivo in purezza; per approfondimenti sulla pratica artistica vi sono podcast e Ricerche sul sito myalurgo.ch

Nei prossimi mesi questa serie di lavori sarà ulteriormente ampliata e “testata” con lo scopo di comprendere sino a che punto queste opere possano generare un processo, benefico, tra opera e fruitori.  Questa ulteriore indagine – l’arte fa bene o fa male? – verrà vagliata con specifici apparecchi allo scopo di misurare la contaminazione, tra chi crea e chi osserva, in primis, per accertare la qualità (fa bene?) della visione e, secondariamente, per verificare la durata dell’effetto. I benefici sulla riduzione del cortisolo nel sangue nei soggetti che visitano mostre/musei sono già stati riscontrati, ma in questo caso la sperimentazione sarà a livello del campo elettromagnetico, prima e dopo l’esposizione all’opera.