Luiselli - Olivini INNER SPACE

INNER SPACE

Clara Luiselli
13.11.2021 – 13.02.2022

 

In occasione delle giornate OPEN DAYS a cura dell’associazione culturale Aranno LandArt e in collaborazione con la residenza d’artista Nellimya Arthouse verrà inaugurata la mostra INNER SPACE di Clara Luiselli, visual artist e performer. Gli interventi sonori sono a cura di Giuseppe Jos Olivini.

Nell’immagine Clonazioni, 2021.
Clonazioni è un’opera costituita da frutti di resina trasparente che contengono un seme.
Ciascun frutto è la copia esatta di un frutto vero, il cui seme tolto è stato inserito nella scultura di resina.
Il materiale trasparente mette in luce il nucleo organico, dando vita a un ibrido, dove natura ed artificio dialogano, valorizzandosi reciprocamente.”

INNER SPACE

La mostra INNER SPACE di Clara Luiselli (13 novembre 2021  – 16 gennaio 2022) è un incontro tra elementi naturali e luce, a volte svelata da trasparenze, altre dal riverbero dell’oro o ancora da sorgenti luminose. INNER SPACE è accompagnata dagli interventi sonori di Giuseppe Jos Olivini.
Questa esibizione idealmente unisce le due anime dello spazio in cui è accolta, Nellimya Arthouse da anni – precisamente dal 2005 – si adopera per far conoscere la Light art e gli artisti che l’hanno scelta come mezzo espressivo e, dal 2020 è sede sociale dell’associazione culturale Aranno LandArt che, come suggerito dal nome, promuove l’arte della natura, nella natura.

In mostra la serie Clonazioni opere costituite da frutti di resina trasparente che contengono un seme. Ciascun frutto è la copia esatta di un frutto vero, il cui seme tolto è stato inserito nella scultura di resina. Il materiale trasparente mette in luce il nucleo organico, dando vita a un ibrido, dove natura ed artificio dialogano, valorizzandosi reciprocamente.”
È poi esposta la serie Into the two: minute sperimentazioni scultoree si originano da forme incontrate in natura, memorie fossili di un tempo che scorre incessante e trasforma ciò che incontra. Reperti minerali, vegetali, ossei, raccolti in viaggi solitari, divengono la matrice attorno alla quale riflettere sul rapporto natura-artificio. Il tentativo è di trovare una relazione stringente tra la forma originale in connessione con il suo doppio.
Un’esplorazione che si muove dalla materia fisica e tangibile in direzione di uno spazio altro, oltre. Verso un luogo intimo, interiore, che si rivela attraverso minimi segnali che ne registrano l’esistenza. Lí, dove alloggia il nucleo risiede la parte pulsante e vitale dell’opera.

Gli interventi sonori di INNER SPACE – a cura di Giuseppe Jos Olivini – completano l’esperienza. Un brano farà da colonna sonora all’intera esposizione, Inner Sound, della durata di 33 minuti e realizzato elaborando suoni di pianoforte acustico e suoni provenienti dai lavori di Clara Luiselli. E poi Soundscape live, performance – prevista nel pomeriggio di domenica 14 novembre – ideata per creare un contesto immersivo per gli ascoltatori nata dalla sovrapposizione di molti strati sonori e ottenuta mediante una loop station. Gli ospiti saranno invitati a porsi in ricezione in maniera rilassata, possibilmente sdraiati e a occhi chiusi. Per la performance saranno utilizzati: flauti, hulusi, salterio, hang, kalimba, tamburo sciamanico, effetti sonori, richiami per animali. sonagli e percussioni.

L’inaugurazione della mostra INNER SPACE coincide con le giornate di porte aperte presso l’associazione Aranno LandArt. Per l’occasione Luiselli e Olivini realizzaranno durante la residenza d’artista l’opera I’m Here un’installazione su pietra di grandi dimensioni che accoglierà sulla superficie mappe incise, frutto di una connessione grafica tra forme vegetali (fotografate in situ) e piante di città antiche visivamente affini. Ciascuna una volta incisa sarà trattata con dell’oro (in foglia), materiale allo stesso tempo prezioso e riflettente alla luce che simbolicamente riconduce al processo alchemico. La pietra può essere considerata la “base minima” costitutiva di un insediamento, un edificio, l’inizio di ciò che possiamo chiamare casa. L’etimologia della parola casa indica, in senso letterale, un luogo che fornisce riparo, che protegge e difende dall’esterno ma che, soprattutto, pone un confine fra un “dentro” e un “fuori”. Questo spazio fisico intriso di significati simbolici ed emozionali, diviene spazio ancestrale contenitore dei valori di intimità custoditi nel nostro mondo interiore.
Il progetto prevede una sezione sonora che verrà costruita attraverso un’operazione di raccolta e registrazione sul posto di eventi sonori naturali che “composti” formeranno una cornice con la parte visiva. Il riferimento è alla musica concreta, ai soundscape e alla musica grafica.

 

Clara Luiselli (Bergamo, 1975) ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bergamo e seguito le residenze presso la Fondazione Ratti, la Fondazione Spinola Banna per l’Arte Contemporanea, Fabrica di Catena di Villorba.
Nel 2021 ha vinto il bando Dynamic Natural Connection di Artist in Nature International Network, nel 2017 vince il premio Open 2017 per Pergine Spettacolo Aperto, nel 2015 viene selezionata nella fase finale per il bando Twocalls di Dolomiti Contemporanee, nel 2010 vince il premio “testa in aria piedi per terra” di Vicenza, nel 2001 vince 1° premio Targetti Art Light, sezione “quadri di luce”.
Sue opere sono state esposte al Chelsea Art Museum di New York, al MAK di Vienna, alla GAMeC di Bergamo, alla GAM di Genova, al Museo delle Culture del Mondo di Genova, a BACO; ha preso alla Biennale di Venezia Padiglione Italia/ Accademie, alla Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo di Roma e Sarajevo, al concorso internazionale di Giovane Scultura presso la Fondazione Pomodoro.
Indagatrice degli infiniti rapporti relazionali tra individuo e spazio, attenta osservatrice delle dinamiche sociali, lavora attraverso la produzione di installazioni site-specific e performance.
Il suo fare artistico è impegnato in una ricerca di compenetrazione tra opera e fruitore e si origina dallo studio di piccoli eventi, accadimenti della realtà quotidiana spesso ignorati per la loro apparente insignificanza. Le riflessioni che costantemente affiorano nel suo lavoro ruotano intorno ai temi della precarietà, della mutazione, della fragilità dell’esistenza, della necessità di preservarla, e nello stesso tempo intorno alla forza dell’essenza spesso imprigionata e, per paura, non rivelata. L’opera per essere conosciuta deve essere vissuta ecco allora che allo spettatore non viene chiesto di contemplarla ma di esperirla, di essere il co-protagonista della sua mutazione.

Giuseppe Jos Olivini pianista e polistrumentista, ha viaggiato i territori della musica antica arrivando sino a quella contemporanea. Lavora fra e con i suoni, esplorandone i mondi attraverso strumenti di svariate epoche e provenienze geografiche. Interessato al ruolo della musica nel teatro e nella performance collabora con diverse compagnie e ensemble suonando dal vivo in spettacoli o curandone le sonorizzazioni.
Tra gli altri ha collaborato con Lux Vivens, Musicamorfosi, Studio Azzurro, Yugen, The Pirate Ship, Teatro Minimo, Respirocobalto, Enten Hitti. Teatro Caverna, suonando per RAI Radio3, Radio Popolare, al PAC di Milano, GAM di Torino, Accademia Carrara di Bergamo e in molte altre sedi.