ECLISSI
Bruno Estevan e Alessandro Lupi

A cura di Martina Cavallarin

Un’altra bi-personale, un altro ring in cui due differenti personalità artistiche si scontrano e si confrontano in quella che è un’eclissi in cui la giovane arte contemporanea risorge e si riafferma. L’impressione è che non sarà mai data la possibilità di tornare a una presenza tranquilla essendo estremamente mobili e labili i confini tra entità ed eventi, tra le installazioni video di Esteban Bruno con le sue percezioni che ci parlano di passaggi temporali, presenze, spazio e identità e le suggestioni di luce, le fluorescenze che disvelano le inversioni e gli opposti di Alessandro Lupi. La natura indeterminata delle loro opere solleverà altri inciampi e altri intervalli mentre la soglia sarà sempre attraversata e le potenzialità estese in una tensione continua e incessante.
La stanza abitata da Estevan Bruno si formula su un processo di dislocazione, ovvero sulla proiezione di ciò che sta fuori dagli spazi della galleria, la piazza in cui si affaccia, riportata attraverso la telecamera all’interno dei muri perimetrali dell’esposizione. I lavori di Alessandro Lupi sono forme installative arricchite da pigmenti fluorescenti, corpi blu che escono dall’ombra dei bauli, luce nera e un suono costante che nella loro circolarità stabiliscono anch’essi un dialogo necessario e costante con lo spazio che li circonda.

In qualche modo entrambi gli artisti usano tecnologia e segno come modo per eludere una realtà circostanziata, personale, intima, sociale. Nelle loro produzione il passaggio, da video a fotografia, da installazione a figure, o da inquadratura a posizioni e colori presenta costantemente nodi irrisolti e perplessità perché la loro indagine parte e finisce in zone che abitano più dimensioni. Nel lavoro di Estevan e Lupi, tra i giovani più interessanti del giovane panorama artistico italiano contemporaneo, qualunque sia il linguaggio adottato, ciò che viene restituito è esercizio di esorcismo, coazione ad esporsi, contro realtà, fughe di luci e comparse di ombre, fusione ed aggregazione spontanea di racconti, narrazioni e messaggi più o meno celati.
La vicinanza linguistica della ricerca svolta da Estevan e Lupi innesta indissolubilmente delle differenze moltiplicative costituite da due personalità ricche, ossessive, calibrate nel perpetuo loro personale inventario di variazioni e sperimentazioni. In questo modo eclissi è una mostra che permette di indagare lo spazio espositivo assecondato flessibilmente dalla sofisticata, dura e seducente natura linguistica e concettuale dei lavori esposti. Un’eclissi durante la quale le stanze della galleria Mya Lurgo divengono un luogo sperimentale di convivenza coatta in stato di dialogo, un incontro tra alternate forme di espressione attraverso il quale viene premiato il riconoscimento di una diversità complementare.